martedì 27 giugno 2017

CINEMA - ' PROFONDO ROSSO ' DARIO ARGENTO

Profondo rosso è un Film diretto da Dario Argento del 1975.

Trama :
Helga Ulmann è una sensitiva tedesca a Roma, durante una conferenza percepisce che tra il pubblico è presente un omicida. A conferenza conclusa la medium confida al dottor Giordani suo collega di conoscere l'identità dell'assassino; ma il killer è ancora nel teatro e li spia.
A casa, la sensitiva viene trucidata con una mannaia da macellaio: il soggetto ignoto in nero con impermeabile e cappello agisce sotto l'influsso di una nenia infantile in sottofondo. Il pianista jazz inglese Marc Daly, che abita nello stesso stabile, è testimone dell'epilogo del delitto insieme all'amico Carlo, soggetto depresso e alcolista. Dalla finestra della medium il pianista vede allontanarsi il colpevole in nero. Poco dopo arrivano il commissario Calcabrini e Gianna Brezzi, una giovane giornalista: tra i due nasce una relazione. Daly viene sospettato ma vuole indagare assieme alla giornalista, rimanendo turbato da un quadro visto all'interno dell'appartamento della vittima ma apparentemente rimosso o spostato che potrebbe avere una certa rilevanza nel delitto. Daly si reca da Carlo e qui conosce la madre, Marta, un'ex-attrice a riposo un po'svampita. Lei lo indirizza al transessuale Massimo Ricci, dove incontra l'amico. La stessa sera, mentre si esercita al pianoforte, avverte la presenza di un estraneo e la stessa nenia infantile di prima: l'assassino è in casa, ma Marc riesce a resistere all'aggressione e il killer fugge, non prima di aver minacciato di morte il pianista.
Il giorno seguente lo psichiatra Giordani e un collega dichiarano che probabilmente si tratta di uno psicopatico schizofrenico, che si serve della nenia per ricreare il climax di un suo primo omicidio ed è collegata alla leggenda di un bambino collegato alla Villa del bambino urlante, come riportato nel saggio "Fantasmi di oggi e leggende nere dell'età moderna". Rintracciato il libro, Marc cerca l'autrice, Amanda Righetti; nello stesso pomeriggio però la donna viene assassinata dal killer che, dopo averla tramortita, l'affoga nell'acqua bollente. In punto di morte la vittima riesce a scrivere sulla parete appannata dal vapore il nome del killer. Il cadavere viene scoperto la sera stessa da Marc, che nota la strana posizione del corpo rispetto alla parete, ma il vapore dissolto ha cancellato il messaggio. Il giorno seguente Giordani fa un sopralluogo sulla scena del crimine, riuscendo a ricostruisce la dinamica de delitto e leggendo l'ultimo messaggio sul muro. Nel frattempo Marc rintraccia la Villa del bambino urlante, disabitata da molti anni. Ottiene le chiavi dal custode, entra ed ispeziona la villa scoprendo sotto un intonaco un disegno infantile raffigurante un bambino armato di un coltello insanguinato, un uomo ferito e un albero di Natale. Mentre Giordani cerca inutilmente di avvisare Marc del nome del killer viene ucciso brutalmente dal killer stesso, che nell'occasione si serve di un pupazzo meccanico per coglierlo alle spalle.
Tornato a casa, Daly viene a sapere della morte di Giordani: decide quindi di lasciare Roma invitando Gianna, ormai la sua ragazza, a partire con lui per la Spagna. La giornalista accetta entusiasta e i due si danno appuntamento per la sera stessa; ma Marc, osservando meglio la foto della Villa, nota che una finestra è stata murata. Telefona a Carlo ma gli risponde la madre. Lascia un messaggio a Gianna ed arriva a notte fonda nella villa, entra e abbatte il muro divisorio di una stanza segreta. Qui rinviene un albero di Natale e, sconvolto, un cadavere scheletrico ma riceve un colpo alla testa e sviene. Si risveglia all'esterno fra le braccia della giornalista, mentre la villa brucia. Marc e Gianna, notando che lo stesso disegno della villa è stato visto e copiato dalla figlia del custode, si introducono nella scuola media della ragazza, qui Gianna chiama la polizia ma poi ha un incontro con il S.I. e viene tramortita. Marc trova il disegno originale e legge l'autore: è proprio l'amico Carlo, il quale appare alle sue spalle puntandogli la pistola. Messo in fuga dalla polizia, Carlo viene investito e muore sull'asfalto.

Marc si rende conto che Carlo non può essere l'omicida della sensitiva, in quanto si trovava insieme a lui. Tornato nell'appartamento della Hulmann, scopre che il quadro che lo turbava in realtà è uno specchio, e quando gli passò davanti vide riflesso il volto dell'assassino: Marta, la madre di Carlo. Si avvia per uscire ma si trova davanti la stessa Marta. Era stata lei che anni prima, in piena crisi, aveva accoltellato il marito davanti al figlio. Durante questi anni Carlo aveva sempre protetto la madre, autrice anche di tutti gli altri omicidi, ma entrambi avevano sempre risparmiato Marc per l'amicizia che lo legava al ragazzo. Nella colluttazione che segue Marc, dopo essere stato ferito scalcia la donna verso l'ascensore e la sua collana si impiglia nell'inferriata. Marc aziona l'ascensore che, tirando con sé la collana, decapita la donna.

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