mercoledì 31 maggio 2017

TELEVISIONE – ‘ LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO MAIGRET ‘

Le inchieste del Commissario Maigret è una serie di sedici Sceneggiati, tratti da altrettanti Romanzi e Racconti di G. Simenon che hanno per protagonista il Commissario Maigret.
Gli episodi furono divisi in quattro stagioni, per un totale di trentacinque puntate, andate in onda sul Programma Nazionale dal 1964 al ’72 per la regia di Mario Landi, con Gino Cervi nel ruolo di Maigret.
Fu Diego Fabbri a proporre alla Rai di trarre degli sceneggiati dai romanzi polizieschi di Simenon; accettata la proposta, per la realizzazione della serie venne incaricato Andrea Camilleri, all'epoca delegato di produzione in Rai; fu poi quest'ultimo a scegliere Mario Landi per la Regia, e fu a sua volta Landi a scegliere Gino Cervi per il ruolo del protagonista Maigret.
Fotografata in bianco e nero, la serie ebbe molto successo: l'ultima stagione riuscì ad incollare davanti alla televisione diciotto milioni e mezzo di telespettatori.

Episodi :
Prima stagione :
Un'ombra su Maigret, tratto dall'omonimo Romanzo, o Cécile è morta (orig. Cécile est morte)
L'affare Picpus, tratto dal romanzo Maigret e la chiromante o Maigret e l'affare Picpus, Firmato Picpus (orig. Signé Picpus)
Un Natale di Maigret, tratto dall'omonimo Racconto (orig. Un Noël de Maigret)
Una vita in gioco, tratto dal Romanzo La testa di un uomo, o Maigret e la vita di un uomo, Maigret e una vita in gioco, Una testa in gioco (orig. La tête d'un homme)
Seconda stagione :
Non si uccidono i poveri diavoli, tratto dall'omonimo Racconto o Nessuno ammazza un poveraccio (orig. On ne tue pas les pauvres types)
L'ombra cinese, tratto dall'omonimo Romanzo (orig. L'ombre chinoise)
La vecchia signora di Bayeux, tratto dall'omonimo Racconto, o Il caso della vecchia signora, Maigret e la vecchia signora di Bayeux (orig.La vieille dame de Bayeux)
L'innamorato della signora Maigret, tratto dall'omonimo Racconto, o L'ammiratore di Madame Maigret (orig. L'amoureux de madame Maigret)
Terza stagione :
Maigret e i diamanti, tratto dal Romanzo La pazienza di Maigret (orig. La patience de Maigret)
Il cadavere scomparso, tratto dal racconto La testimonianza del chierichetto, o Non sculacciate i chierichetti (orig. La temoinage de l'enfant de choeur)
Maigret e l'ispettore sfortunato, tratto dal Racconto Maigret e l’ispettore scontroso, o Questa notte a Parigi, L'ispettore bilioso, L'ispettore sgarbato, Maigret e l'ispettore Scorbutico (orig. Maigret et l'inspecteur malchanceux o Maigret et l'Inspecteur Malgracieux)
La chiusa, tratto dal Romanzo La chiusa n. 1 (orig. L'écluse n.1)
Maigret sotto inchiesta, tratto dall'omonimo Romanzo, o Maigret si difende (orig. Maigret se defend)
Quarta stagione :
Il pazzo di Bergerac, tratto dall'omonimo Romanzo (orig. Le fou de Bergerac)
Il ladro solitario, tratto dal Romanzo Maigret e il ladro pigro, o Maigret e il ladro indolente (orig. Maigret et le voleur paresseux)
Maigret in pensione, tratto dal Romanzo Maigret o Maigret e il nipote ingenuo, Il nipote ingenuo (orig. Maigret)


Interpreti e Personaggi :
Gino Cervi : Commissario Maigret
Andreina Pagnani : Signora Maigret
Mario Maranzana : Lucas
Manlio Busoni : Torrence
Daniele Tedeschi : Janvier
Gianni Musy : Lapointe
Oreste Lionello : Dottor Moers
Franco Volpi : Giudice Coméliau
Edoardo Toniolo : Direttore della Polizia
Rino Genovese : Usciere Leopold


Come Personaggi solo per una puntata vanno ricordati : Sergio Tofano, Gian Maria Volonté, Marisa Merlini, Arnoldo Foà, Ugo Pagliai, Loretta Goggi, Antonio Casagrande, Anna Mazzamauro, 

ATTUALITA' - LA PRESUNZIONE DI ALCUNI ' ARTISTI ' NON HA MAI FINE...

Leggo dai Social Network che alcuni 'artisti ' ( a minuscola apposta ) mettono propri video dove suonano il tal strumento, nel tal posto, nella tal occasione....
e come didascalia al video scrivono : ' a grande richiesta vi propongo....ecc ecc..''

ma a ' grande richiesta ' da parte di chi????
se NON sei nessuno e ti credi ' il genio ',  ' il mozart moderno ', ' il fenomeno ' ....e poi alla fine fai 4 concerti 4 in un anno solare sempre negli stessi posti......e MAI vai al di fuori della tua Provincia / Diocesi ........
( e quei 4 concerti in zona, ci vanno 20 persone al massimo per concerto...)

la ' grande richiesta '....te la sei fatta da solo o l'ha fatta tua mamma o tuo papà???!!!

DATO CHE NON HAI FANS O SEMPLICEMENTE NON HAI PUBBLICO CHE TI SEGUE....

UMILTA' PRIMA DI TUTTO.
QUESTO E' L'UNICO CONSIGLIO, UMILTA'.

Diffidate sempre da queste persone che NON valgono proprio un soldo bucato.

PROSIT

TELEVISIONE – ‘ I SEGRETI DI TWIN PEAKS ‘

I segreti di Twin Peaks (Twin Peaks) è una Serie televisiva statunitense ideata da David Lynch e Mark Frost.
Fu trasmessa in due stagioni dal canale televisivo ABC, dall'8 Aprile 1990 al 10 Giugno 1991.
La serie è ambientata nella fittizia cittadina montana di Twin Peaks situata nello Stato di Washington, a cinque miglia dal confine tra U.S.A. e il Canada
L'apparente tranquillità del paesino è turbata dal ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, figlia unica del noto avvocato L. Palmer, nonché una delle ragazze più popolari della città. Le indagini sono affidate alla locale polizia e anche all'agente speciale Dale Cooper dell'FBI e permettono di far affiorare il lato oscuro del luogo e dei suoi abitanti.
Durante il periodo di messa in onda, grazie alla sua singolarità e al distacco stilistico rispetto ai programmi dell'epoca, la serie divenne presto oggetto di culto, reclutando una vasta schiera di fan. A distanza di due decenni è considerata una delle più influenti nella storia della fiction televisiva.

Twin Peaks è una tranquilla località montana dello stato di Washington, poco distante dal Canada.
Una mattina Pete Martell scopre il cadavere nudo di una ragazza avvolto in un telo di plastica. Lo sceriffo Harry S. Truman e il Dott. William Hayward  accertano che è Laura Palmer, figlia unica dell'avvocato Leland, una delle ragazze più popolari della città. La notizia si sparge tra gli abitanti di Twin Peaks, causando incredulità e dolore.
Nel frattempo Ronette Pulaski, un'altra giovane del posto, è trovata in fin di vita mentre vaga in stato confusionale. Avendo la ragazza superato il confine canadese, interviene l'FBI, che affida le indagini all'agente speciale Dale Cooper. Egli si integra con facilità tra gli abitanti di Twin Peaks, grazie al suo spiccato senso dell'umorismo e al suo modo di porsi saggio e schietto.
L'unica possibilità che ha Cooper di risolvere il caso è accettare che a Twin Peaks il comune concetto di razionalità ha poco valore. Spesso si deve muovere guidato dall'istinto e dall'immaginazione. Inoltre avrà più volte occasione di usare le sue affascinanti facoltà paranormali che gli permettono una sensibilità specifica per gli eventi che si verificano su un piano distinto ma adiacente a quello della realtà. Dovrà inoltre confrontarsi con curiosi personaggi al limite dell'assurdo, il più delle volte decisivi per le indagini (es. la Signora Ceppo, il Gigante, il Nano, Il Maggiore Briggs ecc...).
Il perno della trama cambia radicalmente dal nono episodio della seconda stagione in poi, con l'arrivo in città dello psicopatico Windom Earle. L'uomo prova un profondo rancore per l'agente Cooper (che ha avuto una relazione con sua moglie) ed è attratto dalle forze occulte che operano a Twin Peaks.

Personaggi ed Interpreti :

Laura Palmer : Sheryl Lee
Agente Speciale Dale Cooper : Kyle MacLachlan
Harry S. Truman : Michael Ontkean
Leland Palmer : Ray Wise
Donna Hayward : Lara Flynn-Boyle
James Hurley : James Marshall
Bobby Briggs : Dana Ashbrook
Leo Johnson : Eric Da Re
Audrey Horne : Sherlyn Fenn
Benjamin Horne : Richard Beymer
Catherine Packard-Martell : Piper Laurie
Pete Martell : Jack Nance
Josie Packard : Joan Chen

Windom Earle : Kenneth Welsh

TELEVISIONE - ' UCCELLI DI ROVO '

Uccelli di rovo (The Thorn Birds) è una Miniserie televisiva del 1983 diretta dal Regista Daryl Duke.
Tratta dall'omonimo Romanzo scritto da C. McCullough nel 1977 è interpretata da Richard Chamberlain e Rachel Ward.

Andata in onda negli Stati Uniti dì’America dal 27 al 30 Marzo 1983 sulla rete ABC, in Italia è stata trasmessa in 6 puntate dal 6 al 21 Novembre dello stesso anno in prima serata su Canale 5 ottenendo ascolti altissimi con picchi di oltre 13 Milioni di telespettatori.
Dato il contenuto della serie non hanno più avuto il coraggio dal 1984 al oggi stesso a ri-trasmetterlo.

Trama :

Parte I :
Padre Ralph De Bricassart è un giovane e ambizioso Prete irlandese che, in seguito a insubordinazione, viene relegato a Gillanbone, uno sperduto paese dell'Australia. Qui stringe amicizia con Mary Carson, una ricca e anziana donna di origine irlandese, proprietaria di un grande ranch chiamato Drogheda. Padre Ralph frequenta assiduamente Drogheda, nella speranza che la donna lo possa aiutare a liberarsi dall'esilio e a tentare la carriera ecclesiastica; dal canto suo Mary Carson si infatua di padre Ralph e cerca in tutti i modi di sedurlo. Il fratello di Mary, Paddy Cleary, e la sua famiglia arrivano a Drogheda dalla Nuova Zelanda per dare una mano a mandare avanti il ranch. Padre Ralph diventa subito amico di tutta la famiglia, ma si sente particolarmente legato alla piccola Maggie, l'unica figlia dei Cleary. Maggie, emarginata da entrambi i genitori e in parte anche dai fratelli, inizierà a nutrire un profondissimo affetto verso padre Ralph.
Seguiamo quindi le vicende dei Cleary per alcuni anni, fino ad arrivare alla festa del settantacinquesimo compleanno di Mary Carson. In questa occasione la donna, dopo essere stata più volte rifiutata da Ralph e dopo aver intuito il profondo affetto e l'attrazione tra quest'ultimo e Meggie, ormai diventata donna, decide di vendicarsi dividendo per sempre i due: modifica il testamento lasciando in eredità a Ralph ben 13 Milioni di sterline. La notte stessa della festa Mary muore e il giovane prete si ritrova improvvisamente con una somma di denaro tale da consentirgli la tanto ambita scalata nelle gerarchie ecclesiastiche. Prima di lasciare Drogheda, Meggie gli confessa il suo amore; Ralph ribatte di amarla, ma di amare Dio di più, e parte. Meggie tuttavia è sicura che Ralph tornerà da lei e l'episodio si conclude con le sue parole: "E va bene, vattene, scappa dal tuo Dio. Ma sono sicura che tornerai da me. Perché io ti amo più di lui".

Parte II :
Sydney 1930. Padre Ralph diventa l'assistente personale dell'Arcivescovo Contini-Verchese. Intanto Drogheda, che dopo la morte di Mary Carson è gestita dai Cleary, viene coinvolta in uno spaventoso incendio durante il quale perderanno la vita sia Paddy che il giovane Stuart, il fratello a cui Meggie era più legata. Non appena appresa la notizia, Ralph si reca a Drogheda per consolare Meggie che, sconvolta si getta tra le sue braccia baciandolo appassionatamente; ma ancora una volta il prete la rifiuta restando fedele al suo credo. Dopo i funerali, padre Ralph parte per il Vaticano insieme all'arcivescovo Contini-Verchese. Tre anni dopo Meggie accetta la corte di un giovane, Luke O'Neill, venuto a Drogheda come lavoratore stagionale.

Parte III :
Ralph è diventato Arcivescovo a Roma, ma è ancora innamorato di Meggie e non riesce a dimenticarla. Intanto Meggie sposa Luke O'Neill, dopodiché i due partono per il Queensland, terra natale di Luke, con lo scopo di metter su un allevamento di bestiame. Dopo una breve luna di miele, Luke inizia a lavorare come tagliatore di canne da zucchero, mentre Meggie è costretta a vivere ospite di una ricca famiglia, proprietaria di una raffineria di zucchero, prestando assistenza alla padrona di casa, che ha difficoltà a camminare. Ben presto Meggie si rende conto di aver fatto un grande errore a sposare Luke che, sempre più ossessionato dal suo lavoro di tagliatore di canne e consumato, come Ralph, dalle sue ambizioni, non torna mai a trovarla. La donna, esasperata, fa in modo di restare incinta, nella speranza che Luke si decida finalmente a comprare una casa tutta per loro. Purtroppo Meggie ottiene l'effetto contrario: Luke si sente preso a tradimento e non si fa più vivo, rendendo così evidente la motivazione che l'aveva spinto a sposare Meggie, la sua dote.
La donna, disperata, decide di tornare a Drogheda, l'unica vera casa che abbia mai avuto, ma mentre fa furiosamente le valigie ha un malore e il parto si fa imminente. Intanto Ralph, fino a quel momento ignaro di tutto, scopre che Meggie si è sposata e che ora vive nel Queensland. La raggiunge proprio nel momento in cui la sua vita è appesa a un filo, durante il difficile parto. Fortunatamente tutto si risolve per il meglio e dà alla luce una bambina, la piccola Justine. Ralph riparte quindi per Roma. La padrona di casa capisce che Meggie è innamorata di Ralph e che lui ricambia il suo amore; per farla distrarre un po', la manda in vacanza su un'isola.
A Roma Ralph appare sempre più diviso tra l'amore provato per Meggie e quello provato per Dio, tant'è che Contini-Verchese lo manda nuovamente in Australia per affrontare una volta per tutte questo problema. Appreso che Meggie si trova sull'isola, la raggiunge e finalmente si consuma la grande passione che i due hanno sempre provato l'uno per l'altra. Ancora una volta però, Ralph sceglie la propria ambizione e sacrifica il suo amore per Meggie e, dopo uno struggente addio, torna a Roma.

Parte IV :
Meggie torna a Drogheda e pochi mesi dopo le nasce un figlio maschio, il piccolo Dane, frutto dell'amore di Ralph. Diciannove anni dopo Ralph, divenuto Cardinale, torna a Drogheda per passare il Natale con i Cleary. Qui incontra per la prima volta Dane, ignaro che sia suo figlio. L'amore tra il cardinale e Meggie è più forte che mai. Dane rivela a Ralph di voler diventare prete e per questo motivo lo segue a Roma, sotto la sua ala protettrice. Intanto Justine, che è da sempre in lotta con la madre, si trasferisce a Londra per continuare la sua carriera di attrice. Farà la conoscenza di un diplomatico tedesco, Rainer, che la corteggerà per anni prima di essere ricambiato.
Otto anni dopo Dane diventa sacerdote e decide di svolgere la sua missione in Australia, a Gillanbone; prima di tornare in patria si reca in Grecia per trascorrervi un periodo di vacanze; qui troverà la morte, annegando nel tentativo di trarre in salvo due ragazze. La saga si chiude a Drogheda, dove tutto era iniziato: Ralph tiene il funerale di Dane; Meggie sconvolta e furiosa con Dio, sfoga la sua rabbia su Ralph, rivelandogli che Dane era suo figlio. Il cardinale è affranto e chiede il perdono di Meggie; la donna dapprima glielo nega ma poi cambia idea. Ralph morirà poco dopo il funerale tra le braccia della sua Meggie.


CD - ' PAISIELLO 6 FLUTE QUARTETS OP. 23 ' - ENSEMBLE IL DEMETRIO


Bellissimo CD che consiglio di acquistare a tutti voi.

Il quartetto è formato da :
Gabriele Formenti : Flauto
Elisa Bestetti : Violino
Antonio Papetti : Violocello
Maurizio Schiavo : Viola

Il CD racchiude tutti i quartetti per Flauto di Giovanni Paisiello :

N. 1 in C ( Allegro, Minuetto )
N. 2 in D ( Andante poco adagio, Rondò )
N. 3 in E minor ( Allegro spiritoso, Minuetto )
N. 4 in G ( Poco adagio, Rondò )
N. 5 in G ( Andante, Rondò )
N. 6 in G ( Allegro )


Pezzi meditativi, suggestivi, rilassanti.

Edizione : Brillant Classics

ORGANO - MARIE-CLAIRE ALAIN - ORGAN LESSON - PARTE 2





Semplicemente straordinaria M.C. Alain.

Vera Docente, persona vera, persona umile.

ORGANO - MARIE-CLAIRE ALAIN - ORGAN LESSON - PARTE 1





Semplicemente straordinaria M.C. Alain.

ARTE – FIRENZE – IN MOSTRA 100 OPERE DEI MAGGIORI ARTISTI ITALIANI – FINO AL 1 OTTOBRE 2017

A Firenze, dal 2 Giugno al 1 Ottobre 2017, circa 100 Opere dei maggiori Artisti italiani contemporanei saranno installate a Forte di Belvedere e in alcuni Luoghi simbolo della città, come Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli, e il Museo Novecento.

La Mostra, una collettiva ‘ diffusa ‘ sul territorio, si chiama Ytalia.

E’ promossa dal Comune di Firenze e organizzata dal Mus.e.

E’ nata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, l’Opera di Santa Croce e il Museo Marino Marini.

E’ ideata e curata da Sergio Risaliti.

ARTE – ROMA – ‘ PINTORICCHIO PITTORE DEI BORGIA ‘

Una Mostra e un giallo : quello del ritratto perduto di Giulia Farnese.

Ai Musei Capitolini, 33 Opere per ‘ Pintoricchio. Il Pittore dei Borgia ‘: ritratti di famiglia e Opere ufficiali volute da Alessandro VI Borgia, il Papa di cui Giulia fu l’amante.

Nel corso dei secoli si è tramandata la leggenda su una Tela, nell?appartamento Borgia, in cui il Papa è in adorazione della Vergine con le fattezze di Giulia.

L’Opera fu censurata e fatta sparire da Alessandro VII, tagliando la Tela.


In Mostra a Roma 2 frammenti e il disvelamento : quella Madonna dai tratti classici non assomiglia affatto a Giulia.

LIBRI – EMANUELA CANEPA VINCE IL PREMIO ITALO CALVINO 2017

Emanuela Canepa è la Vincitrice del 30/o Premio Italo Calvino con il Romanzo 'L'animale femmina', storia del percorso di liberazione di una donna dallo sguardo maschile di un malinconico e cupo avvocato.


Tre le menzioni speciali assegnate a pari merito, nella Cerimonia di Premiazione al Circolo dei Lettori di Torino, Luca Mercadante, per 'Presunzione'; Serena Patrignanelli, per 'La fine dell'estate'; Roberto Todisco, per 'Jimmy Lamericano'.
La Giuria di quest'anno era formata da Rossana Campo, Franca Cavagnoli, Mario Desiati, Marco Missiroli, Mirella Serri. 'L'animale femmina' è stato scelto perché ritenuto dalla Giuria "un Romanzo compiuto, maturo, di esemplare nitidezza nella struttura e incisivo nella lingua, che mette in campo uno spiazzante gioco di seduzione senza sesso e che, pur attento alla psicologia maschile, dà voce alla forza carsica femminile".
Al Calvino, dedicato agli inediti, hanno partecipato quest'anno 670 Autori, provenienti soprattutto dal Centro e dal Sud Italia.

LIRICA – ‘ ANDREA CHENIER ‘ – DI UMBERTO GIORDANO

Dramma d’ambiente storico in 4 Quadri, Libretto di L. Illica.
Prima Rappresentazione : Milano, Teatro alla Scala, 28 Marzo 1896.

Quadro I
Siamo nel 1789. Al ballo della Contessa di Coigny ( Mezzosoprano ) è invitato anche il giovane poeta Andrea Chenier ( Tenore ) che, sollecitato dalla Contessina Maddalena ( Soprano ), improvvisa un inno all'amore ma anche alla libertà, attaccando con violenza il mondo frivolo ed egoista dell’aristocrazia. Poi Andrea abbandona la festa, che viene nuovamente interrotta quando Gérard ( Baritono ), cameriere di casa Coigny, irrompe nella sala alla testa di una folla di diseredati e grida la sua ribellione, gettando a terra la livrea di servo.

Quadro II
Sono passati cinque anni. E’ il Giugno 1794 e infuria il Terrore. Chenier, che è amareggiato e deluso dagli eccessi della rivoluzione, apprende di esser ricercato; l’amico Roucher ( Basso ) gli procura un passaporto e lo esorta a fuggire. Ma il giovane esita: una sconosciuta gli ha scritto, chiedendo di incontrarlo quella sera stessa. E’ Maddalena che, pure lei in pericolo, chiede protezione all'uomo che non ha mai dimenticato, dopo quella lontana festa al castello. Ma all'improvviso arriva Gérard, divenuto luogotenente di Robespierre, che tenta di rapire Maddalena; Chenier lo ferisce, mentre Roucher mette in salvo la ragazza. Gérard riconosciuto nel suo avversario il Poeta, lo esorta a proteggere Maddalena, e alle guardie sopraggiunte dichiara generosamente di non sapere chi sia il suo feritore.

Quadro III
Chenier viene arrestato e Gérard, guarito dalla ferita, lo denuncia come controrivoluzionario. Maddalena, disperata, si presenta a lui implorandolo di salvare Andrea, anche a costo di concederglisi. Riesce così a commuoverlo, ma è troppo tardi. Neppure gli sforzi di Gérard valgono a sottrarre Chenier alla ghigliottina.

Quadro IV
Prigione di San Lazzaro.

Maddalena ha ottenuto di vedere Andrea per poter morire con lui sostituendosi a un’altra condannata. Insieme, i due giovani salgono sulla carretta che li porterà al patibolo.

DANTE ALIGHIERI - DIVINA COMMEDIA - PARADISO - CANTO XXVIII

PARADISO CANTO XXVIII


Poscia che ‘ncontro a la vita presente
d’i miseri mortali aperse ‘l vero
quella che ‘mparadisa la mia mente,

come in lo specchio fiamma di doppiero
vede colui che se n’alluma retro,
prima che l’abbia in vista o in pensiero,

e sé rivolge per veder se ‘l vetro
li dice il vero, e vede ch’el s’accorda
con esso come nota con suo metro;

così la mia memoria si ricorda
ch’io feci riguardando ne’ belli occhi
onde a pigliarmi fece Amor la corda.

E com’io mi rivolsi e furon tocchi
li miei da ciò che pare in quel volume,
quandunque nel suo giro ben s’adocchi,

un punto vidi che raggiava lume
acuto sì, che ‘l viso ch’elli affoca
chiuder conviensi per lo forte acume;

e quale stella par quinci più poca,
parrebbe luna, locata con esso
come stella con stella si collòca.

Forse cotanto quanto pare appresso
alo cigner la luce che ‘l dipigne
quando ‘l vapor che ‘l porta più è spesso,

distante intorno al punto un cerchio d’igne
si girava sì ratto, ch’avria vinto
quel moto che più tosto il mondo cigne;

e questo era d’un altro circumcinto,
e quel dal terzo, e ‘l terzo poi dal quarto,
dal quinto il quarto, e poi dal sesto il quinto.

Sopra seguiva il settimo sì sparto
già di larghezza, che ‘l messo di Iuno
intero a contenerlo sarebbe arto.

Così l’ottavo e ‘l nono; e chiascheduno
più tardo si movea, secondo ch’era
in numero distante più da l’uno;

e quello avea la fiamma più sincera
cui men distava la favilla pura,
credo, però che più di lei s’invera.

La donna mia, che mi vedea in cura
forte sospeso, disse: «Da quel punto
depende il cielo e tutta la natura.

Mira quel cerchio che più li è congiunto;
e sappi che ‘l suo muovere è sì tosto
per l’affocato amore ond’elli è punto».

E io a lei: «Se ‘l mondo fosse posto
con l’ordine ch’io veggio in quelle rote,
sazio m’avrebbe ciò che m’è proposto;

ma nel mondo sensibile si puote
veder le volte tanto più divine,
quant’elle son dal centro più remote.

Onde, se ‘l mio disir dee aver fine
in questo miro e angelico templo
che solo amore e luce ha per confine,

udir convienmi ancor come l’essemplo
e l’essemplare non vanno d’un modo,
ché io per me indarno a ciò contemplo».

«Se li tuoi diti non sono a tal nodo
sufficienti, non è maraviglia:
tanto, per non tentare, è fatto sodo!».

Così la donna mia; poi disse: «Piglia
quel ch’io ti dicerò, se vuo’ saziarti;
e intorno da esso t’assottiglia.

Li cerchi corporai sono ampi e arti
secondo il più e ‘l men de la virtute
che si distende per tutte lor parti.

Maggior bontà vuol far maggior salute;
maggior salute maggior corpo cape,
s’elli ha le parti igualmente compiute.

Dunque costui che tutto quanto rape
l’altro universo seco, corrisponde
al cerchio che più ama e che più sape:

per che, se tu a la virtù circonde
la tua misura, non a la parvenza
de le sustanze che t’appaion tonde,

tu vederai mirabil consequenza
di maggio a più e di minore a meno,
in ciascun cielo, a sua intelligenza».

Come rimane splendido e sereno
l’emisperio de l’aere, quando soffia
Borea da quella guancia ond’è più leno,

per che si purga e risolve la roffia
che pria turbava, sì che ‘l ciel ne ride
con le bellezze d’ogne sua paroffia;

così fec’io, poi che mi provide
la donna mia del suo risponder chiaro,
e come stella in cielo il ver si vide.

E poi che le parole sue restaro,
non altrimenti ferro disfavilla
che bolle, come i cerchi sfavillaro.

L’incendio suo seguiva ogne scintilla;
ed eran tante, che ‘l numero loro
più che ‘l doppiar de li scacchi s’inmilla.

Io sentiva osannar di coro in coro
al punto fisso che li tiene a li ubi,
e terrà sempre, ne’ quai sempre fuoro.

E quella che vedea i pensier dubi
ne la mia mente, disse: «I cerchi primi
t’hanno mostrato Serafi e Cherubi.

Così veloci seguono i suoi vimi,
per somigliarsi al punto quanto ponno;
e posson quanto a veder son soblimi.

Quelli altri amori che ‘ntorno li vonno,
si chiaman Troni del divino aspetto,
per che ‘l primo ternaro terminonno;

e dei saper che tutti hanno diletto
quanto la sua veduta si profonda
nel vero in che si queta ogne intelletto.

Quinci si può veder come si fonda
l’essere beato ne l’atto che vede,
non in quel ch’ama, che poscia seconda;

e del vedere è misura mercede,
che grazia partorisce e buona voglia:
così di grado in grado si procede,

L’altro ternaro, che così germoglia
in questa primavera sempiterna
che notturno Ariete non dispoglia,

perpetualemente ‘Osanna’ sberna
con tre melode, che suonano in tree
ordini di letizia onde s’interna.

In essa gerarcia son l’altre dee:
prima Dominazioni, e poi Virtudi;
l’ordine terzo di Podestadi èe.

Poscia ne’ due penultimi tripudi
Principati e Arcangeli si girano;
l’ultimo è tutto d’Angelici ludi.

Questi ordini di sù tutti s’ammirano,
e di giù vincon sì, che verso Dio
tutti tirati sono e tutti tirano.

E Dionisio con tanto disio
a contemplar questi ordini si mise,
che li nomò e distinse com’io.

Ma Gregorio da lui poi si divise;
onde, sì tosto come li occhi aperse
in questo ciel, di sé medesmo rise.

E se tanto secreto ver proferse
mortale in terra, non voglio ch’ammiri;
ché chi ‘l vide qua sù gliel discoperse

con altro assai del ver di questi giri».

MARILYN MONROE

Marilyn Monroe, nasce a Los Angeles ( U.S.A. ) il 1 Giugno 1926, muore il 5 Agosto 1962.
Attrice, Cantante, Modella e Produttrice cinematografica.

Filmografia :

  • Dangerous Years
  • Orchidea bionda
  • Giungla d'asfalto
  • Eva contro Eva
  • Lo spaccone vagabondo
  • Hone Town Story
  • L'affascinante bugiardo
  • Le memorie di un dongiovanni
  • Mia moglie si sposa
  • Matrimoni a sorpresa
  • La tua bocca brucia
  • Il magnifico scherzo
  • Niagara
  • Gli Uomini preferiscono le bionde
  • Come sposare un milionario
  • Follie dell'anno
  • Quando la moglie è in vacanza, regia di B. Wilder
  • Fermata d'autobus
  • Il Principe e la ballerina
  • A qualcuno piace caldo, regia di B. Wilder
  • Facciamo l'amore
  • Gli spostati



ASCANIO CELESTINI

Ascanio Celestini, nasce a Roma il 1 Giugno 1972.
Attore teatrale, Regista cinematografico, Scrittore.

Opere :

Testi teatrali :

  • Cecafumo. Storie da leggere ad alta voce
  • Fabbrica. Racconto teatrale in forma di lettera
  • Radio Clandestina. Memoria delle Fosse ardeatine
  • Cicoria


Narrativa :

  • Storie di uno scemo di guerra
  • La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico
  • Lotta di Classe
  • Io cammino in fila indiana
  • Pro patria

Filmografia :

  • Senza paura
  • Mio fratello è figlio unico
  • Parole sante
  • Questione di cuore
  • "Tutti giù per aria - L'aereo di carta"
  • "Una montagna di balle"
  • La pecora nera

LAURA LATTUADA

Laura Lattuada nasce a Milano il 1 Giugno 1960.
Nota Attrice e Conduttrice televisiva.

Ha studiato lingue e scienze politiche all' Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Si è formata come Attrice all'Accademia del Teatro dei Filodrammatici di Milano diretta da E. Calindri.

Dopo il debutto teatrale con E. Magni e F. Nuti ne ' La strana quiete ' di R. Mainardi, si è fatta conoscere dal grosso pubblico nel 1981 interpretando il ruolo ne ' Storia di Anna 'su Rai Uno, diretto da S. Nocita.

Lo Sceneggiato ha consentito all'Attrice di vincere diversi premi, tra cui il Telegatto come Attrice rivelazione dell'anno, il Microfono d'Argento, il Premio regia televisiva Giardini Naxos come miglior Attrice e il premio Personalità Europea.

Ha poi partecipato ad altri sceneggiati per iniziare quindi un percorso teatrale a far data dallo spettacolo con G. Sbraglia ' Il giorno ' di G. Parini, cui ha fatto seguito poi il ' Cyrano de Bergerac ' con Gigi Proietti, fino ad arrivare a ' Non si sa come ' di Pirandello con G. Lavia.


Teatro :
Cyrano de Bergerac;
La Pamela di Goldoni;
I 3 Moschettieri di A. Dumas;
Il Giocatore di Goldoni;
Il Magnifico cornuto;
Io e mia Figlia;
Lungo i Sentieri del sogno;
Lettera allo Sposo;
Stringimi a te, stringiti a te;
Il berretto a sonagli di Pirandello;
Bodies;
Uscirò dalla tua vita in Taxi;
Non si sa come di Prinadello;
E' ricca, la sposo...l'ammazzo;
L'amico di tutti;
Aiace di Sofocle;
L'anatra all'arancia;
Portasudeuropa;
Coefore di Eschilo;
Il collezionista;
L'uomo dei sogni;
La guerra dei Roses;
Paura d'amare;
Adorabili amici;
L'inferno non esiste;
Questo amore.


Televisione e Cinema :

Racconto d'autunno;
Storia di Anna;
Piccolo Mondo antico;
Melodramma;
I Promessi Sposi;
L'ombra della spia;
Colletti bianchi;
Lei e lui;
Incantesimo 3;
Ti amo Maria!

GEORG MUFFAT

Georg Muffat nasce a Megève il 1° Giugno 1653. Muore nel 1704.
Grandissimo Organista e Compositore.

Figlio di un soldato dell'esercito austriaco, Muffat frequentò il Ginnasio dei Gesuiti in Alsazia, divenuta francese da soli 5 anni.

Tra il 1663 e il '69 si stabilisce a Parigi ( Francia ), dove fu allievo di J.B. Lully e fece parte dell'entourage dei musicisti della corte.

Nel 1671 è di nuovo in Alsazia per studiare all'Università dei Gesuiti. Gli venne affidata la carica di Organista Supplente del Capitolo che aveva sede in questa città, dal momento che la Cattedrale della Città libera di Strasburgo fu a disposizione della Chiesa riformata fino all'annessione della città alla Francia nel 1781.

I continui disordini spinsero il Compositore ad allontanarsi e dopo varie peregrinazioni ( Praga e Vienna ) nel 1679 venne nominato Organista e Maestro di Musica alla Corte dell'Arcivescovo di Salisbrugo Maximilian Gandolph von Kunburg, posto che conservato fino al 1687.
Negli Anni 1681-82 venne inviato dal suo mecenate a Roma, dove studiò sotto la guida di B. Pasquini e dove conobbe A. Corelli, di cui subirà la forte impronta nella Musica per Archi. Sotto l'effetto di questo viaggio, compose le ' Sonate ' raccolte nell'Armonico Tributo e la raccolta di brani per Organo ' Apparatus Musico-Organisticus ' , pubblicata nel 1690.

Nel 1687, dopo un soggiorno a Monaco di Baviera ( Germania ) ed un passaggio ad Augusta, entrò al servizio della Corte di Passavia come Organista e Compositore di Corte.

A partire dal 1695 non si occupò più di organo e diede alla stampe le raccolte ' Floriegium ', 
composte di Suite di Danze in stile francese, e ' Ausserlesene Instrumental-Music ' o ' Elite d'une Harmonie instrumentale ', nella quale inserì, rimaneggiati, parecchi dei concerti dell'Armonico Tributo.

La sua educazione francese e italiana gli permise di raggiungere la sintesi di stili caratteristica del barocco tedesco. Fu inoltre il primo ad introdurre nei paesi di lingua tedesca il Concerto Grosso italiano e la Suite in stile francese. La sua produzione ebbe molta influenza su contemporanei e successori e si iscrive fra le più valide del periodo di transizione da Frescobaldi a Bach.


Composizioni :

Musica Vocale Sacra;
Sonate per vari Strumenti;
Suites Orchestrali;
12 Concerti Grossi;
12 Toccate per Organo;
Partite per Cembalo;
Sonata per Violino e Basso.


CLINT EASTWOOD

Clinton Eastwood, Jr., nasce a San Francisco ( U.S.A. ) il 31 Maggio 1930.
Attore, Regista, Compositore e Produttore cinematografico.


Premi e Riconoscimenti :

Premio Oscar : 1993 – 1993 – 2005 – 2005

Golden Globe : 1988 – 1989 – 1993 – 2005 – 2007

David di Donatello : 2005 – 2009 – 2011


Filmografia :
Cinema
Attore :

Francis in the Navy
Tarantola
Vita di una commessa viaggiatrice
La squadriglia Lafayette
L'urlo di guerra degli apaches
Per un pugno di dollari, regia di S. Leone
Per qualche dollaro in più, regia di S. Leone
Il buono, il brutto, il cattivo, regia di S. Leone
Impiccalo più in alto
Le streghe, regia di V. De Sica
Dove osano le aquile
La ballata della città senza nome
Gli avvoltoi hanno fame
I guerrieri
Brivido nella notte
Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo
Joe Kidd
Lo straniero senza nome
Una 44 Magnum per l'Ispettore Callaghan
Una calibro 20 per lo specialista, regia di M. Cimino
Cielo di piombo, Ispettore Callaghan
L'Uomo nel mirino
Fuga da Alcatraz
Firefox
Honkytonk Man
Coraggio...fatti ammazzare
Corda tesa
Il cavaliere pallido
Gunny
La recluta
Gli spietati
Un mondo perfetto
I ponti di Madison County
Potere assoluto
Fino a prova contraria
Sapce Cowboys
Debito di sangue
Milion Dollar Baby
Gran Torino
Di nuovo in gioco

Regista :


Brivido nella notte
Lo straniero senza nome
L'Uomo nel mirino
Bronco Billy
Firefox
Honkytown
Coraggio...fatti ammazzare
Gunny
La recluta
Gli spietati
Un mondo perfetto
I ponti di Madison County
Potere assoluto
Fino a prova contraria
Space Cowboys
Debito di sangue
Milion Dollar Baby
Gran Torino
Jersey Boys
American Sniper

MUSICA - RADIO 3 RAI - 31 MAGGIO 2017 - ORE 20,30

Stasera, Mercoledì 31 Maggio 2017 alle Ore 20.30 :

BERLINER PHILHARMONIKER
Direttore Bernard Haitink
Tenore Christian Gerhaher
Baritono Christian Eisner


Franz Schubert
Sinfonia n. 8 in Si minore D. 759
"Incompiuta"
- Allegro moderato
- Andante con moto

Gustav Mahler
Das Lied von der Erde
(Il canto della terra)
Symphonie für eine Tenor-und Altstimme und Orchester
-  Das Trinklied vom Jammer der Erde. Allegro pesante
   (Il brindisi del dolore della terra)
-  Der Einsame im Herbst. Etwas schleichend. Ermüdet
   (Il solitario nell’autunno)
-  Von der Jugend. Behaglich heiter
   (Della giovinezza)
-  Von der Schönheit. Comodo. Dolcissimo
   (Della bellezza)
-  Der Trunkene im Frühling. Allegro, keck, aber nicht zu schnell – Pesante
   (L’ubriaco in primavera)
-  Der Abschied. Schwer
   (L’addio)


Registrazione Euroradio dell’8 Ottobre 2016. Berlino, Philharmonie


FRANZ JOSEPH HAYDN

Franz Joseph Haydn, nasce il 31 Marzo 1732, muore il 31 Maggio 1809.
Compositore austriaco.

Musica orchestrale :
Concerti :
Per violino :
Concerto per violino n. 1 in do maggiore, Hob,  VIIa/1
Concerto per violino n. 2 in re maggiore, Hob. VIIa/2
Concerto per violino n. 3 in la maggiore, Hob. VIIa/3
Concerto per violino n. 4 in sol maggiore, Hob. VIIa/4
Per violoncello :
Concerto per violoncello n. 1 in do maggiore, Hob. VIIb/1
Concerto per violoncello n. 2 in re maggiore, Hob. VIIb/2,
Concerto per violoncello n. 3 in do maggiore, Hob. VIIb/3
Concerto per violoncello n. 4 in re maggiore, Hob. VIIb/4
Concerto per violoncello n. 5 in do maggiore, Hob. VIIb/5
Per violone (contrabbasso) :
Concerto per violone in re maggiore, Hob. VIIc/1
Per corno :
Concerto per corno in re maggiore, Hob. VIId/1
Concerto per due corni in mi bemolle maggiore, Hob. VIId/2
Concerto per corno n. 1 in re maggiore, Hob. VIId/3
Concerto per corno n. 2 in re maggiore, Hob. VIId/4
Concerto per due corni in mi bemolle maggiore, Hob. VIId/6
Per tromba :
Concerto per tromba in mi bemolle maggiore, Hob. VIIe
Per flauto :
Concerto per flauto in re, Hob. VIIf/1,
Concerto per flauto in re, Hob. VIIf/D1
Haydn scrisse anche diversi altri concerti, che sono andati tutti perduti.
Per oboe :
Concerto per oboe in Do maggiore Hob, VIIg:C1
Per due lire organizzate :
Concerto No. 1 in do maggiore, Hob.:VIIh/1,
Concerto No. 2 in sol maggiore, Hob.:VIIh/2,
Concerto No. 3 in sol maggiore, Hob.:VIIh/3
Concerto No. 4 in fa maggiore, Hob.:VIIh/4
Concerto No. 5 in fa maggiore, Hob.:VIIh/5
Per viola di bordone :
Concerto for viola di bordone in D, Hob. XIII:1
Concerto for viola di bordone in D, Hob. XIII:2
Concerto for 2 viola di bordone in D, Hob. XIII:3
Per tastiera (clavicembalo, organo o pianoforte) :
Tastiera Concerto No. 1 in do, Hob. XVIII/1
Tastiera Concerto No. 2 in re, Hob. XVIII/2
Tastiera Concerto No. 3 in fa con Corni ed Archi, Hob. XVIII/3
Tastiera Concerto No. 4 in sol, Hob. XVIII/4
Tastiera Concerto No. 5 in do con archi, Hob. XVIII/5
Tastiera Concerto No. 6 in fa con violino ed archi (Doppio Concerto), Hob. XVIII/6
Tastiera Concerto No. 7 in fa, Hob. XVIII/7
Tastiera Concerto No. 8 in do, Hob. XVIII/8
Tastiera Concerto No. 9 in sol, Hob. XVIII/9
Tastiera Concerto No. 10 in do, Hob. XVIII/10
Tastiera Concerto in F, Hob. XVIII/F1
Tastiera Concerto in F, Hob. XVIII/F2
Piano Concerto No. 11 in D. Hob, XVIII/11 (1779–80)

Sinfonie
Haydn ha composto la bellezza di 104 Sinfonie.

Musica da camera :
Opus 1 (1762–1764) :
Quartetto n. 1 in si bemolle maggiore ("La Chasse"), Op. 1, n. 1, FHE n. 52, Hoboken n. III:1
Quartetto n. 2 in mi bemolle maggiore, Op. 1, n. 2, FHE n. 53, Hoboken n. III:2
Quartetto n. 3 in re maggiore, Op. 1, n. 3, FHE n. 54, Hoboken n. III:3
Quartetto n. 4 in sol maggiore, Op. 1, n. 4, FHE n. 55, Hoboken n. III:4
Quartetto n. 5 in mi bemolle maggiore, Op. 1, n. 0, Hoboken n. II:6 (anche definito come Opus 0)
Quartetto in si bemolle maggiore, Op. 1, n. 5, FHE n. 56, Hoboken n. III:5 (poi scoperto essere la Sinfonia A (Haydn), Hob. I/107)
Quartetto n. 6 in do maggiore, Op. 1, n. 6, FHE n. 57, Hoboken n. III:6
Opus 2 (1763–1765) :
I quartetti n. 3 e n. 5 sono arrangiamenti spuri di un anonimo.
Quartetto n. 7 in la maggiore, Op. 2, n. 1, FHE n. 58, Hoboken n. III:7
Quartetto n. 8 in mi maggiore, Op. 2, n. 2, FHE n. 59, Hoboken n. III:8
Quartetto in mi bemolle maggiore, Op. 2, n. 3, FHE n. 60, Hoboken n. III:9
Quartetto n. 9 in fa maggiore, Op. 2, n. 4, FHE n. 61, Hoboken n. III:10
Quartetto in re maggiore, Op. 2, n. 5, FHE n. 62, Hoboken n. III:11
Quartetto n. 10 in si bemolle maggiore, Op. 2, n. 6, FHE n. 63, Hoboken n. III:12
Opus 3 (spuria) :
Quartetto in mi maggiore , Op. 3, n. 1, FHE n. 64 (spurio), Hoboken n. III:13
Quartetto in do maggiore , Op. 3, n. 2, FHE n. 65 (spurio), Hoboken n. III:14
Quartetto in sol maggiore , Op. 3, n. 3, FHE n. 66 (spurio), Hoboken n. III:15
Quartetto in si bemolle maggiore , Op. 3, n. 4, FHE n. 67 (spurio), Hoboken n. III:16
Quartetto in fa maggiore , Op. 3, n. 5, FHE n. 68 (spurio), Hoboken n. III:17
Quartetto in la maggiore , Op. 3, n. 6, FHE n. 69 (spurio), Hoboken n. III:18
Opus 9  :
Quartetto n. 11 in re minore, Op. 9, n. 4, FHE n. 16, Hoboken n. III:22
Quartetto n. 12 in do maggiore , Op. 9, n. 1, FHE n. 7, Hoboken n. III:19
Quartetto n. 13 in sol maggiore , Op. 9, n. 3, FHE n. 9, Hoboken n. III:21
Quartetto n. 14 in mi bemolle maggiore , Op. 9, n. 2, FHE n. 8, Hoboken n. III:20
Quartetto n. 15 in si bemolle maggiore , Op. 9, n. 5, FHE n. 17, Hoboken n. III:23
Quartetto n. 16 in la maggiore , Op. 9, n. 6, FHE n. 18, Hoboken n. III:24
Opus 17 (1771) :
Quartetto n. 17 in fa maggiore , Op. 17, n. 2, FHE n. 2, Hoboken n. III:26
Quartetto n. 18 in mi maggiore , Op. 17, n. 1, FHE n. 1, Hoboken n. III:25
Quartetto n. 19 in do minore, Op. 17, n. 4, FHE n. 4, Hoboken n. III:28
Quartetto n. 20 in re maggiore , Op. 17, n. 6, FHE n. 6, Hoboken n. III:30
Quartetto n. 21 In E bemolle maggiore , Op. 17, n. 3, FHE n. 3, Hoboken n. III:27
Quartetto n. 22 in sol maggiore , Op. 17, n. 5, FHE n. 5, Hoboken n. III:29
Opus 20, i quartetti "del Sole" :
Quartetto n. 23 in fa minore, Op. 20, n. 5, FHE n. 47, Hoboken n. III:35
Quartetto n. 24 in la maggiore , Op. 20, n. 6, FHE n. 48, Hoboken n. III:36
Quartetto n. 25 in do maggiore , Op. 20, n. 2, FHE n. 44, Hoboken n. III:32
Quartetto n. 26 in sol minore, Op. 20, n. 3, FHE n. 45, Hoboken n. III:33
Quartetto n. 27 in re maggiore , Op. 20, n. 4, FHE n. 46, Hoboken n. III:34
Quartetto n. 28 in mi bemolle maggiore , Op. 20, n. 1, FHE n. 43, Hoboken n. III:31
Opus 33, i quartetti "Russi" :
Quartetto n. 29 in sol maggiore, Op. 33, n. 5, FHE n. 74, Hoboken n. III:41
Quartetto n. 30 in mi bemolle maggiore, Op. 33, n. 2, FHE n. 71, Hoboken n. III:38
Quartetto n. 31 in si minore, Op. 33, n. 1, FHE n. 70, Hoboken n. III:37
Quartetto n. 32 in do maggiore, Op. 33, n. 3, FHE n. 72, Hoboken n. III:39
Quartetto n. 33 in re maggiore, Op. 33, n. 6, FHE n. 75, Hoboken n. III:42
Quartetto n. 34 in si bemolle maggiore, Op. 33, n. 4, FHE n. 73, Hoboken n. III:40
Opus 42 :
Quartetto n. 35 in re minore, Op. 42, FHE n. 15, Hoboken n. III:43
Opus 50, i quartetti "Prussiani" :
Quartetto n. 36 in si bemolle maggiore, Op. 50, n. 1, FHE n. 10, Hoboken n. III:44
Quartetto n. 37 in do maggiore, Op. 50, n. 2, FHE n. 11, Hoboken n. III:45
Quartetto n. 38 in mi bemolle maggiore, Op. 50, n. 3, FHE n. 12, Hoboken n. III:46
Quartetto n. 39 in fa diesis minore, Op. 50, n. 4, FHE n. 25, Hoboken n. III:47
Quartetto n. 40 in fa maggiore, Op. 50, n. 5, FHE n. 26, Hoboken n. III:48
Quartetto n. 41 in re maggiore, Op. 50, n. 6, FHE n. 27, Hoboken n. III:49
Opus 51 (1787) :
Le Sette Ultime Parole, Op. 51 (trascrizione di un lavoro originariamente per orchestra), Hoboken n. III:50–56
Opus 54 e 55, i quartetti "Tost", I & II serie
Quartetto n. 42 in do maggiore , Op. 54, n. 2, FHE n. 20, Hoboken n. III:57
Quartetto n. 43 in sol maggiore , Op. 54, n. 1, FHE n. 19, Hoboken n. III:58
Quartetto n. 44 in mi maggiore , Op. 54, n. 3, FHE n. 21, Hoboken n. III:59
Quartetto n. 45 in la maggiore , Op. 55, n. 1, FHE n. 22, Hoboken n. III:60
Quartetto n. 46 in fa minore, Op. 55, n. 2, FHE n. 23, Hoboken n. III:61
Quartetto n. 47 in si bemolle maggiore , Op. 55, n. 3, FHE n. 24, Hoboken n. III:62
Opus 64, i quartetti "Tost", III serie
Quartetto n. 48 in do maggiore, Op. 64, n. 1, FHE n. 31, Hoboken n. III:65
Quartetto n. 49 in si minore, Op. 64, n. 2, FHE n. 32, Hoboken n. III:68
Quartetto n. 50 in si bemolle maggiore, Op. 64, n. 3, FHE n. 33, Hoboken n. III:67
Quartetto n. 51 in sol maggiore, Op. 64, n. 4, FHE n. 34, Hoboken n. III:66
Quartetto n. 52 in mi bemolle maggiore, Op. 64, n. 6, FHE n. 36, Hoboken n. III:64
Quartetto n. 53 in re maggiore, Op. 64, n. 5, FHE n. 35, Hoboken n. III:63
Opus 71 e 74, i quartetti "Apponyi"
Quartetto n. 54 in si bemolle maggiore , Op. 71, n. 1, FHE n. 37, Hoboken n. III:69
Quartetto n. 55 in re maggiore , Op. 71, n. 2, FHE n. 38, Hoboken n. III:70
Quartetto n. 56 in mi bemolle maggiore , Op. 71, n. 3, FHE n. 39, Hoboken n. III:71
Quartetto n. 57 in do maggiore , Op. 74, n. 1, FHE n. 28, Hoboken n. III:72
Quartetto n. 58 in fa maggiore , Op. 74, n. 2, FHE n. 29, Hoboken n. III:73
Quartetto n. 59 in sol minore, Op. 74, n. 3, FHE n. 30, Hoboken n. III:74
Opus 76, i quartetti "Erdödy”
Quartetto n. 60 in sol maggiore , Op. 76, n. 1, FHE n. 40, Hoboken n. III:75
Quartetto n. 61 in re minore, Op. 76, n. 2, FHE n. 41, Hoboken n. III:76
Quartetto n. 62 in do maggiore, Op. 76, n. 3, FHE n. 42, Hoboken n. III:77
Quartetto n. 63 in si bemolle maggiore, Op. 76, n. 4, FHE n. 49, Hoboken n. III:78
Quartetto n. 64 in re maggiore, Op. 76, n. 5, FHE n. 50, Hoboken n. III:79
Quartetto n. 65 in mi bemolle maggiore , Op. 76, n. 6, FHE n. 51, Hoboken n. III:80
Opus 77, i quartetti "Lobkowitz"
Quartetto n. 66 in sol maggiore , Op. 77, n. 1, FHE n. 13, Hoboken n. III:81

Quartetto n. 67 in fa maggiore , Op. 77, n. 2, FHE n. 14, Hoboken n. III:82

martedì 30 maggio 2017

JONAS KAUFMANN - GIUSEPPE VERDI - CELESTE AIDA





Una bellissima Registrazione della famosa Aria ' Celeste Aida ' da ' Aida ' di Giuseppe Verdi.

Canta Jonas Kaufmann

MANUEL NORIEGA

Manuel Antonio Noriega, nasce il’11 Febbraio 1934, muore il 29 Maggio 2017.
Militare e Politico panamense.

È stato Generale di Panama e ‘ de facto ‘ un leader militare del paese dal 1983 al 1989.
Soprannominato "faccia d'ananas" (cara de piña) a causa del viso vistosamente butterato per le cicatrici lasciate dal vaiolo.

Inizialmente fu supportato dalla C.I.A. dagli Anni ’50 al 1986, mentre dal 1987 circolarono accuse contro di lui per commercio di stupefacenti e finì per trovarsi in conflitto con gli Stati Uniti d’America, che nel Dicembre 1989 avviarono l'operazione’ Just Cause ‘; Noriega si rifugiò dunque nella nunziatura apostolica.


Nel 1990 si consegnò agli americani e nel 1992 venne processato e condannato a 40 anni di carcere per spaccio di stupefacenti e violazione dei diritti umani.

GEORGE LONDON

George London, vero nome George Burnstein, nasce il 30 Maggio 1920, muore il 24 Marzo 1985.
Basso-Baritono canadese.

Dopo aver fatto molti concerti con il Tenore Mario Lanza e il Soprano Francesca Yeend come parte del Bel Canto Trio nel 1947-48, London è stato assunto dalla Staatoper di Vienna, con il quale ha segnato il suo primo grande successo nel ’49 poi ha debuttato con la Metropolitan Opera di New York, nel 1951.

Nel corso della sua carriera, nel ’56 , apparve come Scarpia nella versione ridotta del II atto della ‘ Tosca ‘, di fronte a Maria Callas, condotta da D. Mitropoulos.

Nel 1971, London ha stabilito il George London Foundation per i Cantanti, che fornisce sovvenzioni a favore di giovani cantanti lirici nelle prime fasi della loro carriera.


Dal 1975 al ’80 è stato Direttore Generale della Washington Opera (più tardi il Washington National Opera).

ORGANO – CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA ASSUNTA – TURANO LODIGIANO ( LODI )

Organo anonimo, XIX Secolo

Disposizione fonica :

Principale 8'
Ottava 4'
Quinta decima
Decima nona
Vigesima seconda
Vigesima sesta
Vigesima nona
Cornetta tre file
Flauto in XII
Voce Umana

Contrabbassi

STORIA DELL'ARTE – GRECA ARCAICA – 1

All'inizio di questo periodo è già definito il fondamento dell'Arte greca : la ricerca della perfezione, dell'armonia, dell'equilibrio.
Come nella Filosofia i pensatori cercavano la causa di tutte le cose, il principio generatore, così gli Artisti rappresentano non ciò che è transitorio, mutevole, ma ciò che è perfetto, immutabile, immobile, l'idea che sta dietro le forme.
Intanto lo sviluppo delle poleis porta alla necessità di fondare delle colonie fuori dalla Grecia, prima in Sicilia ma poi anche in Spagna, Francia e nel Sud Italia.
A Nord invece la civiltà greca si diffuse sulle coste del Mar Nero. L'Arte subisce un forte impulso esprimendosi soprattutto nell'architettura e nella Scultura.

Il Tempio fa la sua comparsa tra l'VIII e il VII Secolo a. C. e deriva dal megaron miceneo.
Rivolto ad Est, ha dimensioni e complessità variabili ma possiede sempre una cella interna con la Statua della divinità, un atrio costituito dal prolungamento delle pareti della cella e, a volte, l'opistodomo sul retro.
In base a numero e posizione delle colonne si distinguono il Tempio in antis, pròstilo, anfipròstilo, periptero e diptero. Più tardo è il Tempio circolare.

In base al numero di colonne presenti sulla facciata il Tempio è denominato : tetrastilo (=4 colonne ); esastilo ( =6 colonne ); octastilo ( =8 colonne ).

Il numero di colonne è quasi sempre pari affinché non ci sia mai una colonna di fronte alla porta del pronaos.
Il giro di colonne intorno alla cella è denominato peristasi e lo spazio percorribile è detto deambulatorio.
Le celebrazioni avvenivano tutte all'esterno del Tempio e solo il sommo sacerdote aveva la possibilità di accedere al naos.
Questo è il motivo per cui la facciata del Tempio era particolarmente curata e decorata.

Il Tempio era spesso vivacemente colorato: l'intensa luminosità delle zone mediterranee ha sempre portato le civiltà meridionali ad accentuare il valore cromatico delle superfici per contrastare l'abbigliamento solare.
I colori più utilizzati erano il bianco, il rosso e l'azzurro.

Lo schema della pianta, inizialmente stretta e allungata, tende col tempo ad accorciarsi e dilatarsi.
Presto si stabilirà la formula classica secondo la quale le colonne sui lati sono il doppio più una di quelle sul fronte. Perciò un Tempio esastilo ha 13 colonne sul lato mentre un octastilo ne ha 17 mentre le colonne diventano via via più snelle.

Per realizzare un Tempio i blocchi di pietra venivano estratti dalla roccia con un lavoro lungo e complesso e trasportati fino al cantiere.

I blocchi a parallelepipedo venivano trasportati realizzando intorno ad essi una sorta di ruota. Le scanalature delle colonne erano realizzate in opera. Ancora oggi si può osservare le lavorazioni dei rocchi presso la cava di Cusa, vicino Mazara del Vallo.

Il alzato si vanno distinguendo tre stili principali : dorico, ionico e corinzio.

Sono detti anche ' ordini ' perché prevedono una disposizione ordinata e proporzionata di una serie di elementi caratteristici come : base, colonna, capitello, architrave, fregio.

DANTE - DIVINA COMMEDIA - INFERNO - CANTO V

INFERNO CANTO V


Così discesi del cerchio primaio
giù nel secondo, che men loco cinghia,
e tanto più dolor, che punge a guaio.

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

Sempre dinanzi a lui ne stanno molte;
vanno a vicenda ciascuna al giudizio;
dicono e odono, e poi son giù volte.

«O tu che vieni al doloroso ospizio»,
disse Minòs a me quando mi vide,
lasciando l’atto di cotanto offizio,

«guarda com’entri e di cui tu ti fide;
non t’inganni l’ampiezza de l’intrare!».
E ’l duca mio a lui: «Perché pur gride?

Non impedir lo suo fatale andare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».

Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote.

Io venni in loco d’ogne luce muto,
che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti è combattuto.

La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.

Quando giungon davanti a la ruina,
quivi le strida, il compianto, il lamento;
bestemmian quivi la virtù divina.

Intesi ch’a così fatto tormento
enno dannati i peccator carnali,
che la ragion sommettono al talento.

E come li stornei ne portan l’ali
nel freddo tempo, a schiera larga e piena,
così quel fiato li spiriti mali;

di qua, di là, di giù, di sù li mena;
nulla speranza li conforta mai,
non che di posa, ma di minor pena.

E come i gru van cantando lor lai,
faccendo in aere di sé lunga riga,
così vid’io venir, traendo guai,

ombre portate da la detta briga;
per ch’i’ dissi: «Maestro, chi son quelle
genti che l’aura nera sì gastiga?».

«La prima di color di cui novelle
tu vuo’ saper», mi disse quelli allotta,
«fu imperadrice di molte favelle.

A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,
per tòrre il biasmo in che era condotta.

Ell’è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che ’l Soldan corregge.

L’altra è colei che s’ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo;
poi è Cleopatràs lussuriosa.

Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi ’l grande Achille,
che con amore al fine combatteo.

Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille
ombre mostrommi e nominommi a dito,
ch’amor di nostra vita dipartille.

Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e ’ cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

I’ cominciai: «Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ’nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri».

Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».

Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s’altri nol niega!».

Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettuoso grido.

«O animal grazioso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ’l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ’l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand’io intesi quell’anime offense,
china’ il viso e tanto il tenni basso,
fin che ’l poeta mi disse: «Che pense?».

Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette Amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».

E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.

Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.

E caddi come corpo morto cade.