mercoledì 5 luglio 2017

STORIA DELL'ARTE – ARTE GRECA CLASSICA – 3

Il Classicismo Maturo
Con la Guerra del Peloponneso, nel 431 a. C. Atene e Sparta si fronteggiarono per 30 anni fino alla sconfitta della prima nel 404 a. C. .
Tutto il IV Secolo è segnato da Guerre fratricide fin quando Filippo il Macedone, impose ai Greci un'alleanza, la ' lega di Corinto ', e la sottomissione alla Macedonia.
Questo periodo vede una inesorabile decadenza della Grecia nella quale viene contraddetto il primato della ragione e della giustizia nella quale avevano tanto creduto.
L'attenzione degli Artisti passa dagli Dei agli Uomini con un ripiegamento intimista.
Dall'immobilità propria del Divino e di ciò che è perfetto si passa alla mobilità, tipicamente umana.

Skopas
Grande interprete del Dramma dell'Uomo scolpì soprattutto il marmo e quando raffigurò gli Dei scelse quelli più vicini ai sentimenti e alle passioni umane come Afrodite e Dioniso.
La sua Testa di Guerriero mostra un drammatico contrasto tra le parti aggreganti, luminose e, quelle rientranti, in ombra.
L'arcata sopraccigliare è profondamente arcuata, gli occhi scavati e imploranti.
Nasce il cosiddetto pathos scopadeo, espressione del Dramma dell'umanità intera.

Nella Menade danzante il linguaggio è contrastato e dinamico. Non c'è più ponderazione e il corpo si articola in 2 direttrici divergenti : l'obliqua saliente della gamba alla vita e quella del busto e della testa.
Questa è nettamente ruotata in senso inverso con un movimento improvviso.
Un inedito senso di impetuosità è espresso da questa postura e dell'espressione del viso.
La crisi della società ateniese si riflette in questa perdita di equilibrio e di razionalità.

Prassitele
Come Skopas anche Prassitele rappresenta gli Dei in atteggiamenti intimi e umani.
Nel gruppo con Ermes e Dioniso bambino il Dio è visto come un fratello affettuoso che gioca con il piccolo.
La ponderazione policletea è superata attraverso una posa talmente sbilanciata che necessita di un appoggio esterno per recuperare l'equilibrio.
Il corpo è levigato e quasi femmineo, i trapassi chiaroscurali sono morbidi e delicati grazie anche all'originale rivestimento del marmo con la ganosis, una miscela di olio e cera che conferiva al materiale un tono ambrato.

Come in Hermes con Dioniso anche Afrodite di Cnido mostra un corpo levigato, dinamico che si contrappone al ricco chiaroscuro della veste adagiata ad un appoggio laterale.
La Dea è raffigurata nel momento in cui sta per entrare nel bagno e pare quasi continuare ad incedere in avanti.
A Prassitele è attribuito anche il Satiro a riposo e il Satiro danzante.
Il Satiro a riposo, in particolare, mostra la tipica inclinazione laterale che richiede un appoggio esterno, un albero in questo caso.

Lisippo
La sua attività coincide con il Dominio macedone sulla Grecia, tanto che Lisippo diventa lo Scultore di Alessandro Magno di cui esprime la travolgente e appassionata personalità dando inizio al ritratto psicologico.
Lisippo preferisce il bronzo al marmo sebbene nessun originale delle 1500 Statue che avrebbe realizzato, sia giunto a noi.
Predilige anche la figura maschile come nella famosa Statua di Apoxyomenos, un atleta colto nell'atto di raschiare il corpo con lo strigile per togliere l'olio usato per ammorbidire i muscoli, dunque un momento ordinario. L'equilibrio è instabile per cui le gambe si allontanano e le braccia penetrano nello spazio.
Le proporzioni si fanno più snelle e non c'è più un punto di vista frontale privilegiato.


Il Teatro Greco
Nel IV Secolo a. C. si viene precisando la forma del Teatro subito sopo la fioritura della grande Letteratura Teatrale Greca nel V Secolo.
La forma che assunse il Teatro è quella di una gradinata semicircolare ( koilon ) adagiata su un declivio naturale e suddiviso in settori radiali ( kerkides ) da rampe di scale ( klimakides ).
Un corridoio orizzontale mediano ( diazoma ) attraversa tutto il koilon.
In basso si apre un semicerchio o un cerchio detto Orchestra nel quale il Coro danzava, recitava e cantava.
Dietro l'Orchestra è la Scena ( skene ) preceduta dal Palco vero e proprio ( logeion ) dove recitavano gli Attori.

Uno dei più grandi e meglio conservati Teatri e quello di Epidauro costruito da Policleto da Argo e capace di ospitare fino a 14.000 Spettatori.

Nessun commento:

Posta un commento