domenica 2 luglio 2017

STORIA DELL'ARTE – ARTE GRECA CLASSICA – 2

Il Partenone
La ricostruzione partì dal grande Tempio dedicato ad Atena Parthenos ad opera degli Architetti Ictino e Callicrate, sebbene venga attribuita la paternità allo stesso Fidia in quanto qui si realizza compiutamente l'ideale greco di equilibrata misura.
L'edificio è in stile dorico ma la tipica pesantezza di questo ordine è alleggerita dalla riduzione dell'entasi delle colonne che appaiono più snelle. Il Tempio è del tipo octastilo periptero con 17 colonne sui lati. Questa proporzione diventerà standard per tutti i Templi successivi che avranno sempre un numero di colonne sui lati pari al doppio più una di quelle fronte.

Ogni elemento è raccordato con l'insieme da un sistema di proporzioni.
L'ordine dorico convive armoniosamente con quello ionico.
Ed armoniose sono anche le proporzioni della pianta e dell'alzato, basate sulla sezione aurea.

Trasformato in Chiesa dai cristiani e in Moschea dai mussulmani, il Partenone si conservò in buone condizioni sino al XVII Secolo sebbene l'acropoli fosse diventata nel tempo una sorta di villaggio.
Nel 1687, però, essendo stato adibito a polveriera dai turchi, saltò in aria a causa di un colpo di cannone sparato dai veneziani di Francesco Morisini che assediavano Atene.

Subito dopo una piccola Moschea fu realizzata tra i ruderi del tempio.
Nel 1779 l'inglese Lord Elgin, Ambasciatore inglese presso i turchi, asportò la maggior parte degli elementi scultorei, e le portò a Londra dove furono acquistate dal British Museum nel 1816.
I ruderi, intanto, furono rimontati con un 'operazione di anastilosi.

Nel 1674, pochi anni prima dell'esplosione che danneggiò il Partenone, il francese J. Carrey ne disegnò i 2 frontoni. Queste sono le uniche testimonianze dell'apparato scultoreo precedente ai bombardamenti.
Il frontone orientale, quello principale, mostrava la nascita di Atena dal capo di Zeus mentre quello occidentale presentava la contesa tra Atena e Poseidone per il dominio sull'Attica.
Gli aspetti artistici più importanti sono : l'estrema continuità plastica della composizione che rende ogni figura inscindibile da quelle adiacenti e la logica compositiva che permette di risolvere il condizionamento dato della forma triangolare del frontone.
Le figure, dunque non appaiono costrette entro la sagoma obliqua ma, grazie alle differenti posizioni assunte, appaiono naturali e armoniose.
Esemplare è il gruppo delle 3 Dee del frontone orientale.

Dall'apparato scultoreo fanno parte 92 metope del fregio dorico esterno e il fregio ionico continuo che cingeva la cella.
Il tema delle metope è la vittoria della ragione sulla hybris.
Realizzate in marmo pentelico rappresentano la gigantomachia sul lato Est, la centauromachia su quello Ovest, e l'illupersis a Nord.
In ogni metopa è evidente la stessa continuità plastica e articolazione già notati nei frontoni. Le composizioni sono naturali, le figure sintetiche ma espressive.

Il fregio ionico che circondava la cella, lungo ben 160 metri, rappresentava la processione panatenaica, durante la quale gli ateniesi si recavano sull'Acropoli per portare le offerte alla Dea Atena.
Partendo dall'angolo Sud-Ovest della cella, 2 cortei costeggiano le pareti fino ad incontrarsi al centro del lato Est. Tutte le figure sono tra loro concentrate in un unicum continuo.
In pratica Fidia sostituisce all'arcaico linguaggio paratattico un nuovo linguaggio sintattico.


All'interno della cella era collocata la Statua crisoelefantina della Dea Atena. Alta ben 15 metri è una delle Opere sicuramente realizzate da Fidia.
La Dea era in piedi, vestita con il peplo, e al petto portava un'egida con la gorgone.
Sulla mano destra teneva una vittoria alata, la lancia poggiava sulla spalla sinistra e la mano sinistra teneva lo scudo poggiato a terra.

I Propilei
Solenne ingresso all'Acropoli, i Propilei sono composti da 3 corpi, 2 ali laterali aggettanti e un corpo centrale composto da 2 vestiboli. L'ala sinistra era detta Pinacoteca poiché in essa erano conservati i quadri dei maggiori Pittori greci.
Le due ali e il frontone del corpo centrale presentano l'ordine dorico, possente anche quando è visto da lontano, mentre all'interno dei due vestiboli è stato l'ordine ionico, più elegante e raffinato, adatto a misure più amane.
Mnesicle, l'Autore dei Propilei, riesce a bilanciare l'asimmetria delle 2 ali grazie al costruendo Tempietto di Atena Nike.

Il Tempietto di Atena Nike. Picolissimo Tempio anfiprostilo tetrastilo dedicato alla Dea della vittoria, fu ideato dall'Architetto Callicrate.
Pur sorgendo sul bastione accanto ai Propilei ed essendo, quindi, visibile da lontano, è stato realizzato in stile ionico poiché le sue misure no sarebbero state adatte ad armonizzarsi con il massiccio ordine dorico.

L'Eretteo. Costruito da Filocle è un anomalo Tempio doppio ionico, con 2 celle interne dedicate rispettivamente ad Atena Poliade e a Poseidone Eretteo.
L'edificio ha una pianta complessa e le sue parti aggettanti si inseriscono liberamente nel paesaggio.
Sul lato meridionale è la loggetta delle Cariatidi nella quale Statue femminili sorreggono l'architrave in quanto sono delle korai canefore, cioè portatrici di ceste.
Il peplo ricco di pieghe crea un fitto chiaroscuro e ammorbidisce l'effetto colonnare delle figure.

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