venerdì 14 luglio 2017

LIBRI - FRANCESCO PETRARCA - CANZONIERE - PARTE II

FRANCISCI PETRARCHE LAUREATI POETE
RERUM VULGARIUM FRAGMENTA


RIME SPARSE
DI FRANCESCO PETRARCA POETA LAUREATO


III

Era il giorno ch'al sol si scoloraro
per la pietà del suo fattore i rai,
quando i' fui preso, e non me ne guardai,
ché i be' vostr'occhi, Donna, mi legaro.

Tempo non mi parea da far riparo
contra colpi d'Amor; però m'andai
secur, senza sospetto; onde i miei guai
nel commune dolor s'incominciaro.

Trovommi Amor del tutto disarmato,
ed aperta la via per gli occhi al core,
che di lagrime son fatti uscio e varco.

Però, al mio parer, non li fu onore
ferir me de saetta in quello stato,
a voi armata non mostrar pur l'arco.


IV


Que' ch'infinita providenzia ed arte
mostrò nel suo mirabil magistero,
che criò questo e quell'altro emispero
e mansueto piú Giove che Marte,

vegnendo in terra a 'lluminar le carte
ch'avean molt'anni già celato il vero,
tolse Giovanni da la rete e Piero,
e nel regno del ciel fece lor parte;

di sé, nascendo a Roma non fe' grazia,
a Giudea sí, tanto sovr'ogni stato
umiltate essaltar sempre gli piacque!

Ed or di picciol borgo un sol n'à dato,
tal che natura e 'l luogo si ringrazia
onde sí bella donna al mondo nacque.

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