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STORIA DELL'ARTE – GRECA ARCAICA – 4

La Pittura vascolare. E' giunto fino a noi un numero enorme di vasi dipinti : ciò si deve alla vasta produzione delle officine greche e alla fitta rete commerciale che ha diffuso le ceramiche in tutto il Mediterraneo.
La Pittura di quest'Età è caratterizzata da una forte preponderanza di temi figurativi. In relazione alle tecniche impiegate si sono succeduti 2 stili di Pittura : quella a figure nere e poi quella a figure rosse.

Il Vaso Francois. Questo grandioso cratere attico, detto Francois da nome del suo scopritore, è un'Opera monumentale non solo per le dimensioni ( 66 cm di altezza ) ma anche per il gran numero di storie epiche e mitologiche raccontate e la quantità di figure identificabili grazie alle 121 iscrizioni presenti.
L'Opera è firmata sia dal vasaio Ergotimos che dal Pittore Kleitiss. Come in tutta la produzione più arcaica il vaso è diviso in fasce sovrapposte e le immagini nere sono totalmente bidimensionali e dettagliate graffiando la superficie con uno stilo.
Le figure sono di profilo ma appaiono più naturali nella posa.

L'Anfora di Achille e Aiace. Di questo grande vaso Exechias si dichiara contemporaneamente ceramista e Pittore.
La scena mostra i 2 Eroi in un momento di sosta mentre giocano a dadi. Le iscrizioni accanto ai 2 personaggi indicano i numeri ottenuti in gioco : ' quattro ' e ' tre '.
Il vaso offre ampio spazio alla figurazione, che ne diventa protagonista.
I 2 Eroi si curvano in avanti in modo simmetrico; le lance formano un triangolo con il vertice in basso contribuendo a rendere la concentrazione dei giocatori sul cubo posto a terra. Grande equilibrio e nobiltà caratterizzano anche una scena di per sé banale.

Per rendere i particolari sul nero delle figure l'Artista usa una punta metallica con la quale scalfisce la vernice lucida ottenendo raffinatissimi dettagli, delle vesti arabescate e dell'acconciatura.

Intorno al 530 a. C. la tecnica della Pittura vascolare subisce un capovolgimento nell'uso dei colori : invece di dipingere le figure con il nero sul fondo rossastro della terracotta, si comincia a rivestire l'intero vaso con vernice nera lucente e lasciare alle figure il fondo rosso del vaso.
Ciò consente di superare l'uso delle punta metallica per il disegno dei dettagli per passare all'uso dl pennello e, quindi, la possibilità di variare lo spessore e la densità del tratto, conferendo alle figure un maggiore realismo e una certa tridimensionalità.

La Lotta di Eracle e Anteo
Ad Euphronios si deve questo cratere a calice a figure rosse ispirato al mito : Eracle, simbolo dell'intelligenza umana sconfigge in gigante Anteo, che trae la propria invincibilità dal contatto con la terra, sollevando dal suolo e stritolandolo.
E' la vittoria della ragione sulla forza bruta, un tema che sarà ricorrente nella Storia dell'Arte, in particolare in tutti quei Periodi nei quali prevale la razionalità e la ricerca di equilibrio.

I 2 combattenti sono nudi, disposti simmetricamente e avvinghiati nella lotta, tuttavia Eracle è composto e sereno in volto mentre il gigante appare scomposto e quasi disarticolato. Dietro di loro, armonicamente disposte ai lati, 2 ninfe fuggono atterrite, costituendo un efficace secondo piano e accennando perciò a una nuova concezione spaziale.

Kykix di Achille e Patroclo
Una grande attenzione alla composizione e al minuto decorativismo si ha in questa tazza dipinta da Sosias.
Qui compare un tema non epico ma intimo : Achille fascia il braccio dell'amico ferito.
Il primo è concentrato nell'avvolgere la benda bianca, l'altra volta lo sguardo per la sofferenza, punta il piede sinistro contro il cerchio rosso del medaglione e ripiega l'altra gamba.

Per la prima volta gli occhi sono di profilo e non più frontali.

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