giovedì 8 giugno 2017

STORIA DELL'ARTE – GRECA ARCAICA – 2

L'Ordine Dorico
E' l'Ordine architettonico più antico. La colonna poggia direttamente sullo stilobate, senza base, è rastremata verso l'alto ed è percorsa da circa 2' scalanature con spigolo vivo.
E' ornata in alto da un collarino ed è sormontata da un capitello composto da un echino e un abaco.
Sul capitello poggia un architrave liscio sul quale è posto il fregio composto da un'alternanza di metope e triglifi.
L'effetto è robusto e maestoso, tutte le forme sono semplificate, essenziali e decise. Il chiaroscuro è netto.

L'Ordine Ionico
Pochi decenni dopo quello dorico, si sviluppa l'Ordine Ionico. La colonna è più sottile e slanciata, rastremata verso l'alto ma priva di enthasis, non poggia direttamente sullo stilobate ma su una base composta da tori e scozie.
Le scanalature dl fusto sono circa 24 e lo spigolo che le divide è smussato. Il capitello presenta un abaco schiacciato, un echino decorato ad ovoli e, interposto tra questi, un elemento a 2 volute. Al di sopra del capitello sta un architrave decorato con 3 fasce digradanti verso il basso sormontato da un fregio continuo, privo della divisione in metope e triglifi.

L'Ordine Corinzio
Ultimo dei 3 Ordini, si manifesterà solo nel V Secolo e avrà particolare diffusione durante l'ellenismo e l'Età Romana.
E' una variante dell'Ordine Ionico in quanto presenta la stessa base e la stessa trabeazione, differenziandosi solo per il capitello formato da foglie di acanto. La colonna è ancora più slanciata sebbene scavata da 24 scanalature.
La leggenda narrata da Vitruvio racconta che lo Scultore Callimaco inventò tale capitello ispirandosi ad un cesto avvolto da questa pianta, posato sulla Tomba di una fanciulla a Corinto.

Nella realizzazione dei Templi greci vengono apportate una serie di correzioni ottiche impercettibili che equilibrano alcuni sgraditi effetti visivi che si avrebbero nell'osservazione del Tempio da lontano.

Un altro accorgimento ottico presente nel Templi è la soluzione del cosiddetto conflitto angolare.
Nel fregio dorico un triglifo ogni 2 è in asse con la colonna ma, arrivati all'angolo del Tempio, l'ultimo triglifo deve coincidere con la fine della trabeazione creando così una metopa più larga delle altre. Varie sono state le soluzioni ma quella ottimale è stata trovata per il Partenone di Atene con la contrazione dell'ultimo interasse.

I Templi greci presentano un proporzionamento matematico basato sulla ' sezione aurea ', una proporzione presente anche in natura, che conferisce armonia e perfezione misurata all'architettura e alla Scultura.

I Templi di Paestum. Si tratta di uno dei più antichi Siti dell'Età della Magna Grecia, anticamente chiamato Poseidonia e situato sulla costiera salernitana. Si possono osservare 3 Templi, il più antico dei quali, forse dedicato ad Hera, è conosciuto come ' Basilica ', il secondo, più piccolo e lontano dagli altri 2, è il Tempio di Athena, e l'ultimo, il più recente è il Tempio di Nettuno.

La Basilica deve il suo nome alla credenza settecentesca che si trattasse di una Basilica romana, un luogo di riunione coperto, sede di Tribunale.
Mostra caratteri particolarmente arcaici : la forte rastremazione delle colonne, la sensibile espansione dell'entasi, le proporzioni tozze delle colonne, l'evidente schiacciamento dell'echino e il grande abaco.
E' un periptero ennastilo, forse dedicato ad Hera, Le numerose colonne sul fronte non conferisce a questo Tempio la tipica estensione in lunghezza propria dei Templi arcaici.

Nell'area più settentrionale sorgono i ruderi del Tempio di Athena, poi dedicato a Cerere.
Si tratta di un periptero esastilo con 6 x 13 colonne.
Il pronao è delimitato da 6 colonne mentre manca l'opistodomo. Sebbene le proporzioni delle colonne siano simili a quelle della Basilica, il capitello appare meno schiacciato.

Poco più a Nord della Basilica sorge il Tempio di Nettuno, uno dei più imponenti del Periodo, giuntoci pressoché completo con l'intera trabeazione e i 2 frontoni.
E' un dorico periptero esastilo con 6 x 14 colonne e cella divisa in 3 navate da 2 file di colonne più piccole disposte su 2 livelli.

Nonostante il Periodo tardo le colonne sono ancora molto massicce tanto che per snellire ne sono state realizzate ben 24. tuttavia lo stile è già maturo e sono presenti le correzioni ottiche tipiche dei Templi classici e un echino piuttosto slanciato.

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