lunedì 26 giugno 2017

STORIA DELL'ARTE – ARTE GRECA CLASSICA – 1

L'Età Classica ( VI – IV Secolo a. C. )
Dopo la vittoria di Atene sui Persiani, nel V Secolo a. C., la Città greca vedrà un periodo di splendore che coincide con il passaggio dell'arcaismo all'Età Classica.
Nel 447 a. C. con Pericle, inizia la ricostruzione dell'Acropoli di Atene e il periodo che sarà ricordato come ' Età di Pericle '.
E' questa l'Epoca della Scultura in ' Stile severo ', così chiamata per la serietà dei volti privi del sorriso tipico dell'Età Arcaica.

Auriga di Delfi è una Scultura in bronzo realizzata nel 475 a. C. con la tecnica della fusione a cera persa, l'Auriga era parte di un gruppo scultoreo che includeva anche il carro e i cavalli.
Il corpo è avvolto in un chitone cilindrico che ricorda una colonna dorica con le sue scanalature.
Al di sopra della vita la veste si arricchisce di pieghe diagonali che creano un fitto chiaroscuro.
Il volto, dall'espressione seria e concentrata, è incorniciato dai capelli finemente lavorati. Il busto è lievemente curvo all'indietro mentre le spalle si flettono in avanti a bilanciare la trazione esercitata dalle redini.

Zeus di Capo Artemisio è una Scultura in bronzo realizzata intorno al 460 a. C. rappresenta la divinità greca nell'atto di scagliare un fulmine.
La posizione è quella di massima rincorsa del braccio prima dello slancio in avanti. Il corpo è ben equilibrato grazie alle gambe divaricate ma i muscoli sono comunque rilassati.
La Scultura greca comincia a cogliere nuove posture prima impensabili : libere nello spazio, con arti separati dal corpo grazie alla possibilità offerte dalla fusione in bronzo.

Il Trono Ludovisi. Si tratta di un seggio marmoreo decorato esternamente, sui lati e sul retro, con figure femminili in bassorilievo.
Dietro lo schienale è una Donna, probabilmente Afrodite nascente dalle acque accolta da 2 Ore. La composizione è simmetrica, elegante; le forme nascoste dalle pieghe sottili delle leggerissime vesti.
Sui pannelli sono raffigurate invece le personificazioni dell'amore sacro e dell'amore profano.
Le due Donne appaiono più compatte e sobrie rispetto alle figure del pannello principale, sebbene sempre sciolte e raffinate.

Il Discobolo. Opera dello Scultore Mirone giunge a noi in una delle copie marmoree di Età Romana, così come tutti gli altri bronzi del famoso Artista greco.
Il lanciatore di disco è colto nel momento che precede il lancio, in un attimo immobile e cristallizzato. Non c'è dinamismo ma la rappresentazione del moto in senso astratto.
La Scultura è pensata per una visione frontale dalla quale si può cogliere l'ampio gesto del braccio con il disco in mano che, insieme all'altro accostato al ginocchio, crea un'ampia curva che si completa con la gamba sinistra.
Il tema non è nuovo nell'Arte greca : lo sportivo incarna la bellezza ideale; il corpo giovane e atletico con i muscoli ben rilevati è l'ideale classico per eccellenza.

Il Doritoro. Opera del celebre Scultore Policleto, il Doritoro ( = portatore di lancia ) che è giunto attraverso copie romane in marmo.
Questa Scultura è l'esempio per antonomasia del canone di Policleto : un sistema di proporzioni tra le varie parti del corpo che garantisce la perfezione dell'insieme.
Uno dei fondamenti del canone era la regola per la quale la testa corrisponde ad un ottavo dell'altezza totale.
Le varie parti eseguono proporzioni auree nei loro rapporti.

Anche la nuova posizione del corpo diventerà un carattere tipico della statura classica e di tutti gli stili che all'Arte classica si rifaranno.
Tale postura è definita chiasmo e consiste nell'appoggio del corpo sulla gamba destra e la tensione del braccio sinistro.
Questa particolare posa incrociata, che conferisce ordine e naturalezza, determina l'inclinazione del bacino e la rotazione delle spalle in senso opposto per equilibrare l'asimmetria. Ne deriva un tipico andamento a S.
In questa ricerca di perfezione immobile sta la sintesi della ricerca greca per l'idealizzazione : ogni Uomo ha misure diverse degli altri per cui l'Artista non riproduce le fattezze proprie di un individuo, non l'apparenza mutevole, ma ' l'idea ', l'essere eterno e perfetto.

I Bronzi di Riace. Attribuiti a Policleto, a Mirone, a Fidia e ad altri gradi Scultori greci, i 2 bronzi sono stati rinvenuti nel 1972 sui fondali di Riace, vicino Reggio Calabria.
Probabilmente raffigurano 2 guerrieri nudi, stanti e ponderati.
A differenza del Doriforo che sembra accennare un passo in avanti avendo la gamba sinistra posta dietro, queste figure sono saldamente posate su entrambi i piedi.

Le parti anatomiche sono ben articolate e staccate tra loro, i corpi sono vigorosi, i passaggi sono talmente netti che paiono quasi separati da linee ideali.
Labbra e capezzoli in rame ed occhi in avorio, pur ricordando i colori naturali, non conferiscono verismo alle 2 figure che appaiono così l'incarnazione stessa della bellezza ideale.

L'Acropoli di Atene

Per la ricostruzione degli edifici sacri della Città, Pericle affidò il coordinamento a Fidia, grande Scultore ed Architetto, capace di trovare il punto di incontro tra umano e divino, esprimendo attraverso la misura e la proporzione, il concetto della superiorità della razionalità umana.

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