giovedì 29 giugno 2017

29 GIUGNO - SANTI PIETRO E PAOLO

Simone, detto Pietro da Gesù, fu uno degli Apostoli del Messia e insignito dal Cristo dell’autorità di primo Papa della Chiesa Cattolica. Nato in Galilea, pescatore di Cafarnao, fu uno dei primi chiamati da Gesù e lo seguì in tutte le predicazioni. Rispose lui alla domanda fondamentale del Messia sulla propria natura divina.

Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»

Ritenuto l’atto di fondazione della Chiesa, in questo passo Gesù assegna a Simone il nome con cui passerà alla Storia, quello di Pietro. Seguì Gesù in tutte le sue predicazioni, celebre il passo in cui lo rinnega tre volte nel momento del suo arresto, dopo la Resurrezione viene posto alla guida della Comunità Cristiana di Gerusalemme e diventa dunque il primo Papa. Fu anche vescovo di Antiochia per 30 anni, continuò a predicare a Roma dove morì, martire, durante le persecuzioni neroniane: detenuto nel carcere Mamertino insieme a San Paolo, fu crocifisso per sua richiesta a testa in giù, fra il 64 e il 67 dopo Cristo.



Paolo di Tarso, nato Saulo, nasce appunto nella città della Turchia fra il 5 e il 10 dopo Cristo, verrà definito “l’Apostolo delle Genti” per la sua forza predicativa e per i tanti viaggi che effettuò fra l’Asia Minore, la Grecia e l’Italia. Si può dire senza dubbio che il cristianesimo moderno è stato modellato dalla predicazione paolina, di cui si conservano le note Epistole che formano il corpo principale del Nuovo Testamento: ai cristiani di Tessalonica, di Corinto, di Filippi, di Efeso, di Colosso e le lettere ai suoi collaboratori Timoteo e Tito. 
La Storia è nota: originariamente ebreo di Cilicia, Paolo risulta nei suoi primi anni accondiscendente se non diretto perpetratore delle persecuzioni dei Cristiani; durante il viaggio che lo stava portando a Damasco, con in mano delle lettere che lo autorizzavano a prendere in custodia uomini e donne di Fede Cristiana, cade a terra dopo aver sentito – così negli Atti degli Apostoli – la voce di Dio che gli chiede “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. 
Da quel momento entra nella comunità cristiana in un rapporto dialettico e a volte persino aspro con San Pietro, a cui fa spesso da contraltare: il confronto fra i due è al centro del primo Concilio della cristianità, quello di Gerusalemme. Paolo viene arrestato a Gerusalemme dopo il suo terzo viaggio per futili motivi, e al rappresentante romano comunica la sua cittadinanza romana: a quel tempo significava il diritto di essere giudicato a Roma, dove trascorse due anni di arresti domiciliari circa nel 62 dopo Cristo. Anche lui morì durante le persecuzioni neroniane, decapitato dove oggi sorge la località delle Tre Fontane. 

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