martedì 20 giugno 2017

MUSICA - P.I. TCHAIKOVSKJI - SERENATA PER ARCHI IN DO MAGGIORE OP. 48

Questa straordinaria e molto famosa Serenata venne scritta da Tchaikovskji tra il Settembre e il Novembre del 1880.

Dedicata al Violoncellista e Compositore Karl Karlovic Albrecht, Fondatore con N. Rubinstein del Conservatorio di Mosca, venne eseguita per la prima volta a San Pietroburgo il 30 Ottobre 1881.

Il modello dichiarato è la mozartiana ' Eine kleine Nachtmusik ' :
' nella prima parte ho voluto rendere omaggio a Mozart; e sarei contento se si riconoscesse che non si sono troppo allontanato dal mio modello, imitandolo deliberatamente '.

La delicatezza della scrittura, l'eleganza del gesto musicale, uniti alla compattezza formale e alla sobrietà dei mezzi impiegati fanno di questa pagina un Capolavoro assoluto del genere.


La Serenata è articolata in quattro Movimenti : un Pezzo in forma di Sonatina, un Valzer, un Andante elegiaco e un Finale basato su due Canti Popolari russi; quattro Brani diversi tra loro ma saldamente uniti dall'utilizzo di materiale tematico basato sulla Scala, ossia su andamenti motivici per grado congiunto.


Il Primo Movimento si apre con un'Introduzione ( Andante non troppo ) costruita sulla Scala discendente di La minore.
L'Allegro moderato successivo è scritto in una forma sonata priva della sezione di sviluppo; il primo Tema, in La minore, è una citazione di una Canzone Popolare russa, mentre il secondo in Sol Maggiore, con le sostenute dal pizzicato dei bassi, dona alla pagina una ventata di vivacità.
La ripresa dei due Temi ( il secondo ora è in Do Maggiore ) porta direttamente al ritorno variato dell'Introduzione lenta iniziale, utilizzata come Coda del Movimento.

Il Valzer in Sol Maggiore è una pagina deliziosa basata su due Idee melodiche :
la Prima viene annunciata dai Violini e si basa sostanzialmente sulla Scala ascendente di Sol,
la Seconda, in tonalità minore, è più inquieta e si basa su un arpeggio discendente dei Violini cui rispondono i bassi con una nervosa figurazione.
Degna di nota la ripresa del Tema principale del Valzer affidata a Violoncelli e Violini secondi sopra gli svolazzi spensierati dei Violini primi: mirabile esempio della grande abilità di orchestrazione di Tchaikovskji.

Anche L'Elegia si apre con un'Introduzione ( Largo elegiaco ) basata sulla Scala ascendente di Re Maggiore : la scrittura è compatta, l'andamento delle voci omofonico, la dinamica prevalente è ' pianissimo '.
L'episodio successivo, ( Poco più animato ) annunciato dal pizzicato di Violini secondi, Viole Violoncelli e Bassi, ha carattere quasi operistico, col Tema principale annunciato dai Violini primi e subito ripreso da Viole e Violoncelli.
Un breve episodio di sviluppo imitativo porta alla ripresa del Tema principale ( Viole ), ora variato e impreziosito dalle ornamentazioni dei Violini.
Una sorta di recitativo conclude la sezione e porta alla ripetizione dell'Introduzione iniziale, variata e arricchita da un patetico motivo col quale si conclude il Movimento.

Il Finale si apre con un'Introduzione lenta ( Andante ) con sordine che serve da preparazione per il successivo ' Allegro con spirito ', basato su un Canto popolare russo che Tchaikovskji aveva già utilizzato in una raccolta di Melodie popolari per Pianoforte a quattro mani.
E' una Melodia vivace e coinvolgente in Do Maggiore, una sorta di spensierato girotondo, che si sente anche se in forma embrionale, nell'Introduzione al Primo Movimento.
Il secondo Tema, anch'esso di matrice popolare, nasce nei Violoncelli in Mi Bemolle Maggiore e viene ripreso dai Violini, mentre Violoncelli e Viole disegnano cromatismi di abbellimento.
La sezione successiva è costituita dall'elaborazione e dalla contrapposizione del materiale tematico, in un discorso musicale che scorre via senza intoppi, piacevole all'ascolto.
Alla ripresa dei Temi, entrambi in Do Maggiore, segue il ritorno dell'Introduzione del Primo Movimento ( Molto meno mosso ) a sancire la comune matrice melodica popolare e l'unitarietà dell'intero Lavoro.
Una stretta finale di grande effetto ( Più mosso ) conclude la Composizione.

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