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PAOLO BORSELLINO - PER NON DIMENTICARE

Per NON dimenticare, oggi, dedico questo Articolo ad una Persona, un Magistrato, un Simbolo dell'Italia che MAI deve esser dimenticato :
Paolo Emanuele Borsellino nasce nel 1940, muore a Palermo il 19 Luglio 1992.
Fu assassinato da Cosa Nostra con alcuni uomini della sua scorta nella Strage di Via D'Amelio.
È considerato uno degli eroi simbolo della lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale, insieme a Giovanni Falcone, di cui fu amico e collega.

Pochi giorni prima di essere assassinato, Borsellino incontrò lo Scrittore Luca Rossi cui raccontò diversi aneddoti della sua esperienza professionale, fra i quali uno riguardante degli accertamenti che insieme con Falcone conducevano in merito ad alcune delle rivelazioni di Tommaso Buscetta, il quale aveva descritto minuziosamente la Villa dei Cugini Salvo, e questa descrizione, cruciale per attestare l'attendibilità del teste ( ed ancora più cruciale visto quanto questo particolare teste stava risultando essenziale nell'azione complessiva del pool, che su queste spendeva la sua credibilità operativa ), parlava di un grande salone che aveva al centro un grande camino. Durante il sopralluogo nella villa, però, quasi tutto corrispondeva al racconto del pentito, meno che il camino, che non c'era.

Falcone allora, guardando costernato Borsellino, fece il gesto della pistola alla tempia e gli disse "adesso possiamo spararci tutt'e due". La discrepanza poteva infatti in rapida successione rendere inattendibile il teste, privare l'impianto dell'indagine di uno dei suoi tasselli centrali, esporre l'intero pool alle accuse già ventilate di approssimazione professionale o, peggio, di intenti persecutori nei confronti di onesti cittadini.
Borsellino avvicinò il custode della villa e, dopo averci chiacchierato di cose insignificanti, ad un certo punto gli chiese per curiosità cosa usassero per scaldarsi d'inverno. Il custode rispose: "Col camino. Ma d'estate lo spostiamo in giardino"

Il 19 Luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove viveva sua madre.
Una Fiat 126 imbottita di Tritolo che era parcheggiata sotto l'abitazione della madre detonò al passaggio del Giudice, uccidendo oltre a Borsellino anche i cinque Agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu l'Agente Antonino Vullo, scampato perché al momento della deflagrazione stava parcheggiando uno dei veicoli della scorta.
Il 24 Luglio circa diecimila persone parteciparono ai funerali privati di Borsellino (i familiari rifiutarono il Rito di Stato; la moglie Agnese Borsellino accusava il governo di non aver saputo proteggere il marito, e volle una cerimonia privata senza la presenza dei politici), celebrati nella chiesa di Santa Maria Luisa di Marillac, disadorna e periferica, dove il giudice era solito sentir messa, quando poteva, nelle domeniche di festa. L'orazione funebre la pronuncia Antonino Caponnetto, il vecchio giudice che diresse l'ufficio di Falcone e Borsellino: «Caro Paolo, la lotta che hai sostenuto dovrà diventare e diventerà la lotta di ciascuno di noi». Pochi i politici: il Presidente Scalfaro, Francesco Cossiga, Gianfranco Fini, Claudio Martelli.
Il Funerale è commosso e composto, interrotto solo da qualche battimani. Qualche giorno prima, i funerali dei 5 Agenti di scorta si svolsero nella Cattedrale di Palermo, ma all'arrivo dei rappresentanti dello stato (compreso il neo Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro), una folla inferocita sfondò la barriera creata dai 4000 Agenti chiamati per mantenere l'ordine, la gente mentre strattonava e spingeva, gridava "FUORI LA MAFIA DALLO STATO".
Il Presidente della Repubblica venne tirato fuori a stento dalla calca, venne spintonato anche il Capo della Polizia.

Il giusto Riconoscimento è stato anche girare alcuni Film e Pezzi Teatrali come :
Giovanni Falcone ( 1993 );
I Giudici, vittime eccellenti ( 1999 ) di R. Tognazzi;
Gli Angeli di Borsellino ( 2003 );
Paolo Borsellino ( 2004 );
Paolo Borsellino – Essendo Stato ( 2006 );
Il Capo dei Capi ( 2007 );
Paolo Borsellino – I 57 Giorni ( 2012 );
Vi perdono ma inginocchiatevi ( 2012 ).

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